Showroom virtuali: gestione catalogo 3D e integrazione sistemi aziendali

VIS_integrazione sistemi aziendali

Una piattaforma per showroom virtuali B2B / B2C deve necessariamente implementare la gestione dei dati e delle informazioni relative al prodotto, per effettuare tutte le operazioni previste, che spaziano dalla presentazione alla vendita. Durante la ricerca che ha portato alla realizzazione del VIS (Virtual Interactive Showroom) il team di Protocube Reply ha deciso di procedere in una direzione plurime, ai fini di soddisfare tutte le esigenze aziendali. Analizziamole nel dettaglio.

Gestione del catalogo sulla piattaforma

Il metodo più diretto per gestire il catalogo prodotti consiste in uno strumento di gestione integrato nella piattaforma. Un’interfaccia accessibile in backend offre la possibilità di creare delle voci prodotto, importando i modelli 3D, le informazioni relative alle caratteristiche e tutti i materiali scaricabili utili cui i visitatori possono accedere mediante comode interfacce riepilogative.

L’implementazione diretta degli strumenti di gestione consente di risolvere con grande rapidità la comunicazione per una fiera virtuale, per eventi di breve durata, piuttosto che per le occasioni in cui l’attenzione si concentra su un numero relativamente limitato di prodotti. Il gestore dello stand virtuale può infatti compilare le schede prodotto in totale autonomia, raggiungendo in tempi rapidi il proprio obiettivo.

Demo del sistema di backoffice integrato della piattaforma VIS (Virtual Interactive Showroom) – (credit: Protocube Reply)
Integrazione sistemi aziendali: dal PLM al CRM

Nel caso di esperienze caratterizzate da tempistiche più lunghe, come nel caso di uno store virtuale, oppure nel supporto delle attività di aziende che, a prescindere dalla dimensione, hanno a che fare con un catalogo di prodotto esteso e/o caratterizzato da molte varianti, si rende consigliabile l’integrazione diretta con i sistemi aziendali.

L’interfaccia tra il prodotto e la piattaforma 3D deve tenere necessariamente conto del fatto che un’azienda può avvalersi di uno o più strumenti, in grado di supportare un range di processi che spazia dalla progettazione (anteprime e prototipi) alla vendita. Tra cui:

  • PLM (product lifecycle management) – per avere in tempo reale il riscontro, opportunamente interrogabile, su tutto il ciclo di vita dei prodotti del catalogo;
  • PIM (production information management) – per sfruttare le informazioni di prodotto finalizzate ad esigenze di marketing / sales;
  • DAM (digital asset management) – per accedere al database di tutte le risorse multimediali funzionali alla comunicazione;
  • CRM (customer relationship management) – per garantire ai commerciali la continuità operativa con i tool correntemente utilizzati nei rapporti con la clientela aziendale.

inserire una immagine del frontend in grado di recepire certi aspetti ecc.

Gli showroom virtuali dei fornitori dell’industria fashion contemplano un’offerta molto ampia, che rende assai consigliabile l’integrazione con un sistema di archiviazione tra quelli correntemente in uso all’interno dell’azienda (credit: Protocube Reply)
Integrazione e-commerce

Le implementazioni B2C dello showroom virtuale rendono auspicabile un’integrazione con l’e-commerce aziendale, in modo da creare ed agevolare le occasioni di conversione. L’architettura delle principali piattaforme commerciali (es. Magento, Shopify, Woocommerce, Prestashop, ecc.) è aperta all’integrazione con una piattaforma 3D come VIS (Virtuale Interactive Showroom) così come gli e-commerce sviluppati ad hoc dai team aziendali, con cui può attivarsi un dialogo attivo e proficuo in entrambe le direzioni di sviluppo.

Un incentivo pratico alla trasformazione digitale

Tra i fattori positivi che una corretta implementazione di uno showroom virtuale 3D è in grado di portare in dote all’azienda, c’è un incentivo concreto ad abituare i processi al digitale, integrando progressivamente una serie di funzioni e pratiche corrette, destinate a generare valore. Un aspetto rilevante è costituito da un corretto utilizzo degli asset, ai fini di evitare una dispersione tra i vari momenti del ciclo di vita del prodotto.

Non avrebbe senso, in momenti distiinti, creare asset digitali per la progettazione e per le varie esigenze legate a marketing, comunicazione e vendite. Così come non avrebbe senso realizzare di volta in volta modelli 3D in un contesto svincolato dalla gestione integrata del catalogo prodotti.

La formazione di una corretta pipeline di gestione non può dunque prescindere da una visione complessiva di tutti processi di sviluppo e commercializzazione del prodotto, ai fini di agire con consapevole continuità nel soddisfare tutte le esigenze previste.

Si conclude il viaggio tra principali temi cui fare riferimento quando si valuta un ambiente virtuale in 3D. Per ulteriori approfondimenti vi suggeriamo la lettura delle precedenti uscite su 3D Stories, riepilogate nell’articolo VIS, lo showroom virtuale interattivo.

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Francesco La Trofa

Francesco La Trofa

Architetto e giornalista, con 20 anni di esperienza nelle tecnologie 3D.
Consulente di enti pubblici e aziende 3D per aspetti legati alla progettazione e alla comunicazione.
Responsabile dei contenuti editoriali di Treddi.com e co-fondatore dei Digital Drawing Days, evento unico nel suo genere in Italia.
Collabora attivamente nella ricerca e nella didattica presso il Politecnico di Milano.
Per Protocube Reply cura 3D STORIES.