Milano Design Week 2019 – Esperienze in 3D all’insegna della sostenibilità

mdw 2019 cover 3d

La Milano Design Week 2019 ha rinnovato un appuntamento in continua crescita, capace di catalizzare migliaia di eventi in pochissimi giorni, in un contesto vivace e stimolante. 3D Stories vi propone la consueta rassegna semiseria, con alcuni spunti relativi a trend che legano l’evoluzione del design nel suo rapporto con la tecnologia.

Innovazione sostenibile: nuovi ruoli del design per nuovi scenari di business

I big trends dell’edizione 2019 della Milano Design Week confermano una crescente attenzione per le tematiche legate all’innovazione sostenibile. Nella manifattura ciò si riflette in metodi di produzione che sappiano riciclare la materia attraverso nuove potenzialità espressive. Finalmente, la sostenibilità inizia ad essere percepita non come una rinuncia, ma una vera opportunità di business, attraendo nuove imprenditorialità.

Vivace e provocatorio il design degli arredi mare di Fabio Novembre per Sammontana, i cui “coni” sono stati realizzati in stampa 3D, con utilizzo di plastiche riciclate (credit: Protocube Reply)
Oltre alle suggestioni di design, prendono corpo i primi processi industriali interamente basati sul recycling. E’ il caso della stampa in plastica riciclata di Nardi, illustrata nel grande allestimento Komodo Ecowall presso l’Università Statale di Milano (credit: Protocube Reply)
La sostenibilità è un tema ricorrrente non soltanto nei metodi e nei processi di produzione, ma anche nei confronti della pura salvaguardia, come dimostra questa soluzione concepita per limitare la fuoriuscita di greggio dalle navi incidentate in mare. Il progetto è una selezione ufficiale del Lexus Design Award 2019, appuntamento ormai storico nel contesto della Design Week. Molto interessante l’esposizione dei lavori, opera di giovani designer da tutto il mondo, che hanno utilizzato varie possibilità del 3D (illustrazioni, rendering, modelli in scala) per illustrare al meglio i loro progetti (credit: Protocube Reply)
La XXII Triennale di Milano è dedicata ai ruoli del design nel recupero del rapporto tra uomo e natura. La mostra “Broken Nature” ne esplora le fragilità e le opportunità nell’architettura e nel design, attraverso esperienze su varia scala, che vanno dal prodotto di consumo allo stato di conservazione dei grandi ecosistemi (credit: Protocube Reply)
Due abeti divelti da un tragico evento alluvionale diventano la base per un’azzeccata operazione di marketing territoriale. La Foresta dei Violini, progetto di Piuarch per la Provincia di Trento, è un omaggio alle qualità degli alberi della regione di Paveneggio, il cui legno è impiegato per realizzare le casse di risonanza degli strumenti musicali (credit: Protocube Reply)
Generative Design. Un prezioso alleato per ogni progettista

L’intelligenza artificiale può aiutare i software di design a suggerire soluzioni ai progettisti. Dopo tanti proclami, finalmente abbiamo potuto toccare con mano le prime applicazioni tangibili del Generative Design, una disciplina che ha in realtà un potenziale davvero enorme, fin qui esplorato soltanto in minima parte. Data la sua rilevanza, a questo tema abbiamo dedicato un approfondimento specifico: Generative Design – Le sedie della Milano Design Week

generative design sedia
Per progettare TAMU, sedia pieghevole ispirata all’Origami giapponese, Patrick Jouin si è avvalso di strumenti di Generative Design (3dexperience di Dassault Systhemes) per ottimizzare, oltre alla forma, anche la quantità di materiale necessaria per ottenere determinati requisiti meccanici. Con questo approccio è possibile rendere funzionale il design partendo dai requisiti, anziché dalla semplice ispirazione formale (credit: Thomas Duval)
Sviluppate con Autodesk Generative Design, Elbo e Nee, sono la dimostrazione della varietà di soluzioni che il Generative Design è in grado di dare ai progettisti. Il software è stato infatti in grado di proporre soluzioni funzionali sia alla produzione con metodologie additive in metallo (monoscocca in stampa 3D), che tradizionali in legno (CNC e assemblaggio di vari elementi) (credit: Protocube Reply)
AI Chair, disegnata per Kartell da Philippe Starck, è la prima sedia “progettata” da un’intelligenza artificiale. Presentata al Salone del Mobile, ha saputo sfruttare la ribalta mediatica nel contesto di una azzeccatissima strategia di marketing. Al di là degli aspetti legati alla comunicazione, AI Chair ribadisce con fermezza che il Generative Design è già oggi un preziosissimo alleato per la produzione a catalogo, non soltanto per la sperimentazione di prodotto (credit: Kartell)
La stampa 3D alla conquista dello spazio. Lo Space Exploration Lander di NASA

Uno degli aspetti più importanti nel design è dato dal fatto che la ricerca in condizioni esclusive ed apparentemente estreme è la base da cui, molto spesso, successivamente derivano anche le applicazioni più comuni, per i prodotti di largo consumo. Chissà, in un futuro nemmeno così remoto potremmo essere chiamati a vivere anche su altri pianeti, gli stessi che si propone di visitare lo Space Exploration Lander, sviluppato da NASA con la finalità di supportare la raccolta e l’analisi di reperti e dati nei più svariati luoghi della galassia. Leggero, in grado di muoversi rapidamente e di proteggere l’unità tecnologica centrale da sollecitazioni estreme, lo Space Exploration Lander è un autentico gioiello di design generativo realizzato in stampa 3D, grazie all’utilizzo di metalli avanzati e sistemi robotici di fabbricazione additiva.

Lo Space Exploration Lander dimostra come la continua ricerca sulle tecnologie e sui materiali della stampa 3D siano in grado di finalizzare un design fino a poco fa immaginabile soltanto nei film di fantascienza (credit: Protocube Reply)
Davvero incredibile il livello di definizione raggiunto dalla stampa 3D in metallo sugli elementi del Lander. NASA è da diversi anni attiva su vari progetti di fabbricazione basati sulla stampa 3D, che prevedono non solo una ricerca molto avanzata su materiali e tecnologie, ma anche approcci decisamente innovativi nell’ambito della produzione digitale. Quando tecnologie di questo livello saranno democratizzate, è prevedibile un notevole impulso in ambito manifatturiero, soprattutto per quanto riguarda la produzione additiva dei metalli e dei materiali compositi (credit: Protocube Reply)
La Robotica e l’uomo, inteso come umano

Il rapporto tra intelligenze artificiali ed umane è un argomento in grado di accendere facilmente l’immaginazione, come racconta la fiorente attività del cinema e della letteratura di fantascienza, senza contare le esternazioni dei futorologi più improbabili che, ogni giorno, si affacciano alla ribalta mediatica. La ricerca nella robotica cerca di simulare il rapporto ed il dualismo uomo-macchina, per produrre automi che sappiano evolversi nel loro dialogo con l’umano. Provocatorio, quanto divertente e suggestivo è Aibo, il cagnolino realizzato da Sony in una prima versione già nel 1999, ora riproposto in un’edizione decisamente più evoluta, in grado di farsi coccolare e reagire come un vero cucciolo. Inutile cercare di capire chi sia stato il protagonista assoluto dell’avveniristico Affinity in Autonomy di Sony, allestito presso lo spazio Ermenegildo Zegna, nel cuore della Tortona Design Week.

Oltre alla simpatia ed alla ricercatezza del design che lo contraddistingue, Aibo è un gioiello tecnologico alto circa 30 centimetri per poco più di 2kg di peso, in grado di muoversi in maniera realistica, reagendo sia al tatto che ai comandi vocali, migliorando la propria interazione grazie ad un sistema di machine learning proprietario. Aibo “vede” e “sente” grazie a due telecamere e ad un’ampia rassegna di dispositivi touch sensitive integrati. Tra le novità del nuovo modello c’è l’espressività dello sguardo, grazie agli occhi realizzati con un apparato OLED di nuova concezione.

Sony Aibo (acronimo giapponese di Artificial Intelligence Robot) rappresenta l’evoluzione più recente di uno dei più interessanti progetti di robotica animale. La versione 2017 è infatti l’espressione più recente di una famiglia il cui capostipite risale al 1999. Entrato a far parte della Robot Hall of Fame nel 2006, viene ritenuto da diverse fonti scientifiche quale una delle realizzazioni robotiche più influenti nell’ambito del mercato di consumo. Aibo è al momento disponibile per il mercato giapponese ad un costo di circa 1500 euro, cui vanno aggiunti almeno 700 euro di subscription triennale, indispensabile per poter aggiornare la app proprietaria (credit: Protocube Reply)
Il lancio commerciale di Aibo (credit: Sony)
Interfacce tra passato e futuro. Morphosis Experience

Il modo con cui l’uomo è chiamato ad interagire con ciò che lo circonda caratterizza da sempre uno degli aspetti nodali del design, tale da condizionarne in maniera ineluttabile la sua efficienza. La crescita esponenziale delle esperienze digitali porta ad interrogarsi su possibilità in grado di aggiungere valore rispetto agli input method consolidati. Il design è chiamato ad una variazione di ruolo senza smarrire il nesso tra forma e funzione, per sfruttare davvero le possibilità offerte dalle più recenti evoluzioni tecnologiche.

In Morphosis Experience, l’omonimo studio, fondato dal Pritzker Prize Thom Mayne, si è interrogato sulle interfacce necessarie per consentire all’uomo di fruire delle potenzialità di un modo sempre più potenziato dalla tecnologia, in settori che vanno dall’energia alle ripercussioni sociali delle trasformazioni in atto. L’allestimento scenico di Morphosis ha fatto largo uso di Big Data e Realtà Aumentata (credit: Protocube Reply)
Direttamente dalla leggenda Atari, il coin-up di Pong esprime in 3D l’interazione nella sua essenza 2D. Con pochi pixel, i primi videogame erano capaci di offrire ai player un’interazione estremamente diretta e coinvolgente. Oggi la tecnologia consente di fare molto di più, ma al tempo stesso le interfacce di esperienze immersive come la realtà virtuale sono ancora tutte da inventare, oltre a dover fare i conti con uno scenario molto più complesso (credit: Protocube Reply)
Quando l’occhio vuole la sua parte. Obiettivo: catturare l’attenzione

A prescindere dalle tecnologie utilizzate per realizzarle, alcuni allestimenti della Milano Design Week sono stati in grado di rubare letteralmente la scena, grazie a qualità differenti, che vanno dalle dimensioni, alla contestualizzazione in una location di prestigio, fino alla spontaneità delle situazioni in cui hanno saputo collocarsi.

La realizzazione di IQOS World Revealed, l’allestimento di Alex Chinneck per Philip Morris, protagonista assoluto al Tortona Design District.
I leoni del Peugeot Design Lab ruggiscono in #UnboringTheFuture. La superficie lucida delle statue è stato lo schermo per una performance audiovisiva in 3D projection mapping, capace di attirare la folla verso il leone più grande, un 12×5 metri con linee chiaramente ispirate allo stile del brand automotive francese (credit: Protocube Reply)
Il pinball corridor ha divertito i visitatori di Euroluce grazie ad un exhibit caratterizzato dalla motion graphics animata da una serie di proiettori in grado di seguire in tempo reale le interazioni dei visitatori con le pareti dello stand (credit: designboom)
La straordinaria forza segnica del rosso domina la cornice del Cortile del Settecento alla Ca’ Granda di Milano. E’ la scelta di Lissoni Associati per Sanlorenzo, che reinterpreta la centina di uno scavo, concedendo un evidente omaggio ai maestri d’ascia che hanno supportato la produzione navale nei secoli passati (credit: Protocube Reply)
Automotive, quando stile e tecnologia incontrano il marketing

Un mercato tipicamente molto autoreferenziato come quello dell’automotive ci ha messo un po’ di tempo prima di affondare le radici in un contesto come la Milano Design Week, fino a catturare la scena grazie ad una presenza senza compromessi, a cominciare dai budget investiti. Gli approcci scelti a Milano dai brand automotive sono plurimi, sia nell’allestimento che nella comunicazione dei temi fondanti del rapporto tra il design e l’auto. Si va dall’allestimento faraonico di Audi, al virtuoso tecnicismo di Jaguar, alle divertenti provocazioni di Range Rover. Vediamo una rassegna di alcuni dei casi protagonisti alla MDW 2019.

Italdesign ha scelto di rendere omaggio a Leonardo da Vinci, nell’anno del 500esimo anniversario della sua scomparsa, con un concept dedicato e una produzione visual dal notevole impatto scenico, che non ha lasciato indifferenti i visitatori di Opificio 31 (credit: Protocube Reply)
Un raffinato allestimento interattivo in 3d projection mapping ha restituito l’anima tecnologica della visione di Hyundai: “Set, Style, Free” gioca sulle variazioni di colori, materiali e forme, quali materie prime di una personalizzazione non più elitaria, ma democratizzata alla base dell’esperienza di ogni utente (credit: Protocube Reply)
Le archistar Hani Rashid e Lise Ann Couture (Asymptote) hanno scelto i cinque cerchi iconici del brand AUDI per dare luogo ad E-Domesticity. Obiettivo: spettacolarizzare all’estremo il tema della mobilità sostenibile. Miglior attrice protagonista: la dream car elettrica Audi PB18 e-tron (credit: ilvolante.it)
Il lusso in ogni singolo dettaglio nel raffinato esploso tridimensionale scelto da Jaguar per il suo allestimento nel suggestivo chiostro del Piccolo Teatro di via Rovello (credit: Protocube Reply)
L’allegra compagnia dei 40 leoni ha forse distratto più del dovuto l’attenzione dal gioiello tecnologico presentato da Peugeot alla MDW 2019: E-Legend, una concept car ispirata a linee muscolose, in grado di sintetizzare tutte le più avanzate tecnologie al momento associabili alla mobilità: dalla propulsione elettrica alla guida autonoma (credit: Protocube Reply)
In un contesto di allestimenti faraonici, Range Rover ha giocato controtendenza, quasi a volersi prendere gioco dei brand concorrenti. La sua Evoque in versione ultraminimal, con un coloratissimo wireframe in 3D, è “regolarmente” posteggiata come un’auto qualunque su via Palermo, nel cuore del Brera Design District (credit: Protocube Reply)
I grandi brand del design italiano, gli “spazi connessi” di Poltrona Frau

La Design Week si è confermata la vetrina ideale per tutti i grandi marchi del design, impegnati ad associare ai propri prodotti una visione. E’ il caso del progetto Earth Stations, realizzato da Michele De Lucchi per Poltrona Frau quale risultato dei due anni di ricerca sulle nuove configurazioni dell’abitare, che il celebre architetto e designer ferrarese vede quale possibile connubio di una de-burocratizzazione e di una connettività estrema degli spazi.

La rassegna di eventi legati all’architettura ha toccato anche gli aspetti legati alla grande tradizione italiana, come la Lectio Magistralis tenuta da Guido Canali presso l’aula magna dell’Università Statale di Milano.

L’allestimento multimediale di Earth Stations (studio MDL per Poltrona Frau) ibrida in maniera efficace le possibilità figurative del 3D. Dalla rassegna di rendering che descrivono le suggestioni progettuali, fino ai modelli 3D rotanti che consentono una spazializzazione tangibile della morfologia generali dei progetti (credit: Protocube Reply)
Anche quando la rappresentazione in 3D non era ancora disponibile nella sua proiezione digitale, i grandi maestri dell’architettura utilizzavano le sue regole per dare luogo alle visioni prospettiche, indispensabili per sezionare e descrivere gli spazi più complessi di un progetto di architettura. Qui un esempio della lezione di Guido Canali (credit: Protocube Reply)
La personalizzazione. Quando tutto diventa configurabile

Moltissimi gli exhibit che hanno cercato di coinvolgere il pubblico della Milano Design Week offrendo la possibilità di personalizzare i prodotti presentati. Tra le esperienze dei big brand va certamente segnalato il caso di Honda. Il brand nipponico ha stupito ben più per la sua linea di macchine agricole che non per il concept legato alla domotica della sua auto elettrica, in verità apparso piuttosto incerto.

Il tagliaerba Honda diventa un elemento di design personalizzabile in ogni aspetto, dalle finiture agli accessori che lo caratterizzano. L’allestimento Gardens Everywhere, sfrutta configuratori 3D a video e in realtà virtuale per consentire al pubblico di personalizzare il catalogo prodotti a tema agricolo del colosso giapponese.

Honda ha inoltre riscosso anche i favori della critica grazie ad una raffinata campagna di comunicazione, che ha visto la reinterpretazione di alcuni grandi classici della pittura (Van Gogh, Monet, ecc.), dove la vita sarebbe stata molto più semplice se i soggetti ritratti avessero avuto a disposizione un generatore elettrico o un tagliaerba Honda!

Garden Everywhere di Honda (credit: Protocube Reply)

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Francesco La Trofa

Francesco La Trofa

Architetto e giornalista, con 20 anni di esperienza nelle tecnologie 3D.
Consulente di enti pubblici e aziende 3D per aspetti legati alla progettazione e alla comunicazione.
Responsabile dei contenuti editoriali di Treddi.com e co-fondatore dei Digital Drawing Days, evento unico nel suo genere in Italia.
Collabora attivamente nella ricerca e nella didattica presso il Politecnico di Milano.
Per Protocube Reply cura 3D STORIES.