3D archeologia e paesaggio: la visione di Siponto

Ricostruire una Basilica Paleocristiana con una rete 3D metallica. E’ avvenuto a Siponto, in Puglia, dove la visione dell’artista Edoardo Tresoldi ci ha offerto un mirabile esempio di come le tecnologie 3D possano garantire un supporto innovativo per le attività di conservazione e valorizzazione dei beni artistici e culturali.

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La struttura della Basilica di Siponto è stata ricostruita grazie ad una speciale maglia di rete metallica, che oltre a rievocarne la geometria originale si presta agli spettacolari giochi di luce. (foto Giacomo Pepe per artribune.it)

In estrema sintesi, Tresoldi ha realizzato una suggestione, con un’opera che si pone tra l’arte contemporanea e l’archeologia, restituendo dal vero un’immagine che solitamente siamo abituati a vedere soltanto su un monitor, durante le operazioni di modellazione 3D. Ad esempio nella restituzione di un rilievo a scansione 3D oppure nelle fasi di approccio filologico o creativo del restauro virtuale, quando con il 3D è possibile ricostruire le lacune dei reperti.

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La struttura metallica si integra perfettamente con il contesto che ospita il sito archeologico (foto Giacomo Pepe per artribune.it)

L’utilizzo della rete metallica dona la terza dimensione ad architetture scomparse da centinaia di anni, integrandosi con una spontanea facilità di lettura nel paesaggio. La perfetta reversibilità dell’intervento rende l’opera particolarmente azzeccata sia ai fini conservativi che in termini di divulgazione, creando un valore aggiunto al landmark.

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Un particolare della maglia di rete metallica, illuminata nella fase notturna. (foto Giacomo Pepe per artribune.it)

L’intuizione di Tresoldi si è realizzata nel contesto di un intervento di recupero e valorizzazione dell’intero sito archeologico di Siponto. Un intervento complessivo da 3,5 milioni di euro, di cui 900mila destinati alla realizzazione con la rete 3D metallica: “Una sorta di ritorno di questo grande edificio come se fosse parte della memoria storica del luogo – spiega Tresoldi – Mi sono prefigurato di riuscire a disegnare nell’aria, mantenendo però le relazioni dirette con il territorio“.

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Vista aerea del sito archeologico di Siponto. Il progetto illuminotecnico assume una duplice valenza. Consentire la fruizione delle rovine anche durante le ore notturne ed enfatizzare la spazialità della ricostruzione metallica. (foto Giacomo Pepe per artribune.it)

Il 3D può supportare in vari modi. Un esempio caratterizzato da una notevole complessità ed ibridazione di tecnologie è caratterizzato dal Museo della Castiglia di Saluzzo, per cui Protocube ha ricostruito l’intera collezione, caratterizzata da reperti di varia natura e dimensione.

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La grafica vede ritratte le tre fasi della riproduzione del Sarcofago di Federico II per l’allestimento presso il Museo della Castiglia di Saluzzo. Da sinistra sono facilmente identificabili la nuvola di punti risultante dal rilievo in scansione 3D. Con i software di modellazione 3D è stata creata la mesh, successivamente texturizzata e ottimizzata per la stampa 3D (foto protocube.it)

Quando ci si confronta con tematiche legate ai beni culturali bisogna sempre aspettarsi un contesto eterogeneo, in , uno degli aspetti più interessanti con cui Protocube si è dovuta confrontare è stato il fatto che i reperti originali non fossero disponibili per l’esposizione negli allestimenti, in quanto conservati altrove o costituiti da edifici conservati presso la loro sede originale.

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Francesco La Trofa

Francesco La Trofa

Architetto e giornalista, con 20 anni di esperienza nelle tecnologie 3D.
Consulente di enti pubblici e aziende 3D per aspetti legati alla progettazione e alla comunicazione.
Responsabile dei contenuti editoriali di Treddi.com e co-fondatore dei Digital Drawing Days, evento unico nel suo genere in Italia.
Collabora attivamente nella ricerca e nella didattica presso il Politecnico di Milano.
Per Protocube Reply cura 3D STORIES.